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Archive for the ‘Articoli’ Category

Premetto che io non ho provato nessuno di questi 10 usi alternativi, ma son dati che mi pareva interessante condividere… 🙂 buona lettura.

fonte: http://www.greenme.it

La Coca Cola è la bibita gassata più bevuta al mondo. Le sue vendite non registrano cali, nonostante la bevanda sia spesso sotto accusa di essere nociva per la salute a causa dei dolcificanti in essa contenuti e dell’elevata presenza di acido fosforico, ritenuto colpevole, se assunto in notevoli quantità, della demineralizzazione delle ossa, anche e soprattutto nei bambini. Il marchio Coca Cola è inoltre ormai da decenni al centro di azioni di boicottaggio per la violazione dei diritti umani degli operai delle proprie fabbriche situate in Colombia.

Vi è quindi più di un motivo per rinunciare a bere ed acquistare Coca Cola o per provare almeno a diminuirne il consumo. Se ne avete ancora delle scorte in dispensa, ma avete deciso di porre un freno alla vostra dipendenza dalla bevanda, provate a sfruttarla per mettere in pratica alcuni dei suoi possibili impieghi alternativi.

 

1. La Coca Cola agisce efficacemente nel combattere le macchie di grasso sui tessuti e può essere applicata su di esse per pretrattarle prima di procedere al normale lavaggio.

2. Non molto tempo fa, la bevanda è stata impiegata, accompagnata dalle note caramelle alla menta, come carburante per alimentare un’automobile.

3. Provate a rimuovere i depositi di calcare dal fondo del vostro bollitore versandovi un bicchiere di Coca Cola e lasciando agire la bevanda per alcune ore. Il medesimo effetto può essere ottenuto con l’aceto. Ogni traccia scomparirà come per magia.

4. Rimettete a nuovo il fondo bruciato di pentole e padelle versando all’interno di esse della Coca Cola e portando la bevanda ad ebollizione. In seguito sarà più facile rimuovere le tracce rimaste sul fondo, con l’aiuto di una spazzola per le pulizie.

5. Un bicchiere di Coca Cola può essere aggiunto al bucato se avete bisogno di un additivo che vi aiuti a rimuovere i cattivi odori.

6. La Coca Cola avanzata, che ormai ha perso le proprie bollicine, è un rimedio efficace per la pulizia di pentole e di altri oggetti in rame, comprese le monete.

7. Nella pulizia dei sanitari vi potrà essere utile per la rimozione delle incrostazioni.

8. Può essere inoltre impiegata da chi possiede un’automobile per eliminare le tracce di corrosione causate dalle perdite della batteria e per facilitare la pulizia del parabrezza.

9. Utilizzatela, inumidendo un panno di cotone, per ridare splendore ai vostri gioielli ed all’argenteria.

10. Provate a rimuovere le macchie di ruggine eventualmente presenti sul paraurti della vostra auto inumidendole con della Coca Cola e strofinandole subito dopo con un foglio d’alluminio.

Visti gli usi che se ne possono fare, ancora convinti di volerla ingerire nel vostro stomaco?

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Conigli da amare o da mangiare?

Il coniglio in Italia è l’unico animale, assieme al cavallo, che viene considerato sia “da ammazzare” che “da amare”, perché viene allevato e venduto in macelleria ma è anche diventato animale d’affezione.
Una testimonianza
: “Ho vissuto per anni con una coppia di conigli, fratello e sorella. Erano tenerissimi tra loro, e amavano stare distesi l’uno accanto all’altra e leccarsi le orecchie vicendevolmente. D’inverno stavano in casa, d’estate in un recinto in giardino, dove si divertivano un mondo a scavare tane e gallerie. Non erano molto socievoli con gli umani, ma quando decidevano loro, si lasciavano avvicinare e si facevano accarezzare le orecchie, la testa, la schiena. Il maschio adorava farsi prendere in braccio e stare a pancia in su a farsi cullare”.
I conigli vengono agguantati per una qualsiasi parte del corpo, appesi ai ganci a testa in giù e storditi, ma almeno nel 20% dei casi gli animali non raggiungono uno stato di incoscienza. Gli viene poi tagliata la carotide e la giugulare e vengono lasciati dissanguare.
Dopo il dissanguamento, vengono loro tagliate le orecchie e le estremità posteriori per strappargli via la pelle. Vengono poi spellati con una macchina, il loro corpo verrà fatto a pezzi e venduto in macelleria e la loro pelliccia andrà a “decorare” giubbini e cappotti. In un macello si uccidono tipicamente 15.000 conigli ogni settimana.

Guarda il documentario sulla macellazione dei conigli

Fonte: http://www.saicosamangi.info

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Messaggio rivolto a chi inoltra inutili e fastidiose catene come quella che segue seppur in buona fede.

Per favore, passa questo messaggio e prenderai parte ad un grande miracolo.

Salve, sono una madre di famiglia, ho 29 anni. Dio mi ha benedetto con una bambina. Mia figlia si chiama Rachel e ha 10 mesi.
A pochi giorni dalla nascita, i medici le diagnosticarono un cancro al cervello. C’è solo un modo per mantenerla in vita: operarla. Purtroppo
mio marito ed io non abbiamo i soldi sufficuenti per farlo e per questo ti chiediamo di aiutarci. Inoltrando questa mail a tutte le persone che puoi.
Per ogni persona che aprirà questa mail e che la passerà almeno ad altre tre, riceveremo 32 cent. di dollaro. Per favore, aiutaci. Di cuore…

Prima di inoltrare questo messaggio, vi siete chiesti come fanno a guadagnare 32 cent per ogni inoltro? …beh, non è possibile, non guadagnano un bel niente!

(altro…)

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Luglio 2010 – Fonte: newsfood.com (versione in pdf)
Fonti originali (in abstract):
European Journal of Clinical Nutrition (o in pdf)
PubMed – U.S. National Library of Medicine – National Institutes of Health (o in pdf)

Seguire una dieta vegetariana aiuta contro la depressione, sia prevenendo la malattia che riducendone i sintomi…

Sei, gli istituti scientifici coinvolti nella ricerca

Akiko Nanri (direttore del dipartimento e che ha coordinato il lavoro) Y. Matsushita, T. Mizoue
Department of Epidemiology and International Health, International Clinical Research Center, National Center for Global Health and Medicine, Tokyo, Japan

– Y. Kimura
Department of Nutrition and Life Science, Fukuyama University, Fukuyama, Japan

– M. Ohta
Department of Health Development, University of Occupational and Environmental Health, Kitakyushu, Japan

– M. Sato
Department of Applied Biological Chemistry, Graduate School of Bioresource and Bioenvironmental Sciences, Kyushu University, Fukuoka, Japan

– N. Mishima
Ikemi Memorial Clinic of Mind-Body Medicine, Fukuoka, Japan

– S. Sasaki
Department of Social and Preventive Epidemiology, School of Public Health, The University of Tokyo, Tokyo, Japan

La squadra del National Center ha lavorato con 500 volontari, facendo compilare 2 questionari distinti.
La prima serie di domande riguardava le abitudini a tavola, la seconda eventuali sintomi depressivi.
Mettendo assieme i dati, è stato innanzitutto notato come gli stili alimentari ricadessero in tre categorie:
– la classica occidentale, basata su una ricca colazione
– la dieta a base di grassi animali
– la dieta a base vegetale.
Successivamente, tali modelli sono stati messi in rapporto ai sintomi depressivi dei proprietari. Nanri e colleghi hanno così scoperto come la dieta vegetale del Giappone riducesse del 44% i sintomi della depressione rispetto agli altri 2 sistemi.
Secondo il dottor Mizoue, coinvolto nel lavoro, il merito della ricerca è “aver un’analisi basata non sulle singole sostanze nutritive, ma sui modelli alimentari. Non possiamo affermare che tutti coloro che mangiano male svilupperanno sintomi depressivi, ma possiamo credere nella possibilità che la cucina giapponese possa essere d’aiuto nell’impedire lo sviluppo della malattia”. Inoltre, il medico ricorda come il modello di dieta giapponese (vegetale, ma anche mista) prevede oltre alla soia, anche carote, zucche, funghi, vegetali verdi, cavoli cinesi, rape, ravanelli, verdure, tofu, alghe, patate, frutta e tè verde.

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Nel 55° discorso, un medico accusa Buddha di mangiare la carne. A tale accusa il Buddha risponde: “Mi accusano senza ragione, ed a torto. Tre casi vi sono in cui io dico non mangiare carne: vista, sentita, sospettata.” Quindi secondo il Buddha, la carne non va mangiata in nessun caso, a meno che non la si mangi per errore. Infatti egli specifica che la carne non va mangiata se uno la vede, ossia se si rende conto che è carne; la carne non va mangiata se sentita, ossia se uno è stato informato che si tratta di carne; infine, la carne non va mangiata se sospettata, ossia se uno ha solo il sospetto che quello sta mangiando potrebbe essere carne.
A convalida di ciò in seguito il Buddha aggiunge: “chi toglie la Vita (agli animali) acquista cinque volte grave colpa.”
E in seguito chiarifica quali sono queste cinque colpe.

Prima colpa: “perché egli comanda: portate qui quell’animale. Quindi egli è colpevole di aver ordinato di catturare quell’animale.”
Seconda colpa: “perché l’animale trascinato, tremante e riluttante, prova dolore e tormento.”
Terza colpa: “perché egli ordina: uccidete quest’animale.” In effetti, chi mangia carne è proprio colui che, sia pure indirettamente, dà l’ordine di uccidere l’animale.
Quarta colpa: “perché poi l’animale nella morte prova dolore e tormento.” Sempre per lo stesso motivo, chi mangia carne provoca dolore e tormento agli animali.
Quinta colpa: “perché egli poi fa ristorare sconvenientemente, perciò egli s’acquista per la quinta volta grave colpa.”
Con ciò il Buddha fa capire che chi mangia carne non commette solo le quattro colpe precedenti, ma anche una quinta colpa grave, ossia quella di “far ristorare sconvenientemente”, ossia far mangiare questo cibo ad altri, portandoli in colpa; ed in più con un alimento sconveniente, non atto all’uomo.

Con questo discorso, Buddha chiarifica senza ombra di dubbio qual è il suo pensiero sul mangiare carne. Chi, in seguito, ha deciso di ignorare o ancor peggio modificare in mala fede il suo discorso, per poi convincere altri a farlo e a seguirlo, se ne assumerà di certo tutte le responsabilità e ne pagherà le inevitabili conseguenze.

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Nei loro tentativi di screditare la liberazione animale, i necrofagi piu’ cretini proclamano spesso che Adolf Hitler era un vegetariano, o che i medici nazisti condannarono la sperimentazione su animali.

Il sinistro paragone tra nazisti e “zeloti” dei diritti animali implicito in queste “rivelazioni” ha lo scopo di suggerire che l’antispecismo sia una filosofia anti- umana. La vera storia di Hitler e del nazismo e’ invece lontana anni luce da queste credenze. Una risposta legittima per questo genere di affermazioni potrebbe essere che non ha alcuna importanza se Hitler fosse o meno vegetariano; come ha scritto Peter Singer: “Il fatto che Hitler avesse un naso non significa che dobbiamo tagliarci il naso”. Inoltre:

1. La Vegetarier-Bund (Società Vegetariana Tedesca), fondata nel 1892, venne soppressa dal regime nazista (riaprì nel 1946). Chiusura bizzarra, se Hitler ne fosse stato un sostenitore.

2. La politica hitleriana non promosse mai il vegetarismo, ne’ a beneficio della salute pubblica, nè per motivi etici. Il non promuovere pubblicamente questa sana alimentazione è significativo, da parte di un leader che rinforzò rigorosamente altre politiche salutiste, come una legislazione che condannava il fumo e l’inquinamento, o le misure a tutela delle donne in

gravidanza e partorienti.

3. Hitler non era vegetariano; furono i suoi medici a prescrivergli occasionalmente – per migliorare le condizioni della sua salute – di seguire una dieta priva di carne. Il Ministro della Propaganda, Goebbels, manipolo’ questo fatto per spingere il pubblico a considerare il Fuerer come un Santo, come il vegetariano – loro contemporaneo – Mohandas K. Gandhi. In realtà, Gandhi fu l’esatto opposto di Hitler anche in questo, dato che i medici, per migliorare la sua salute, gli consigliavano di bere brodo di carne. Mentre Gandhi rifiutò, Hitler si lamentava delle prescrizioni dei suoi medici e si spacciava per vegetariano nonostante mangiasse ravioli al ragù.

4. Il materiale biografico descrive spesso Hitler come un “vegetariano” con un debole particolare per salse carnee, caviale e prosciutti. Il biografo John Toland (“Adolf Hitler”), riporta che l’alimentazione di Hitler, quand’era studente, consisteva in “latte, pasticci di carne e pane.”

Un altro suo famoso biografo, Robert Payne (“The Life and Death of Adolf Hitler”), afferma che quella del vegetarismo fu una deliberata montatura, veicolata dai nazisti per dipingere Hitler come figura pura e dedita al bene. Payne scrive: “L’ascetismo di Hitler aveva un ruolo importante nella sua immagine pubblica in Germania. Secondo una leggenda ampiamente diffusa, non fumava, era astemio e non frequentava donne. Soltanto la prima affermazione era veritiera. Beveva spesso birra e vino, aveva una predilezione particolare per le salse a base carnea bavaresi e prese moglie… il suo ascetismo era una finzione inventata dal Ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels, per enfatizzarne la dedizione totale, l’autocontrollo e la distanza che lo separava dagli altri uomini…”. Il Professor Rynn Berry ha recensito “The Heretics Feast” (un libro che alimenta la leggenda di Hitler vegetariano) con queste parole: <> Concludiamo citando un libro assai interessante e sicuramente non di parte: “The Medical Casebook of Adolf Hitler” (Leonard e Renate Heston, William Kimber & Co, 1979). Basato su materiale tratto da archivi medici tedeschi dell’epoca, chiarisce esaurientemente tanto le abitudini alimentari di Hitler quanto le loro motivazioni: “Dall’inizio degli anni 30, Adolf Hitler cominciò a soffrire di crampi ed acuti dolori nella parte destra dell’addome. Il dolore lo colpiva poco dopo i pasti. Quando cio’ accadeva, Hitler generalmente lasciava la tavola. A volte tornava dopo che “era passata la crisi “, come narra Albert Speer, altre volte non tornava affatto… All’epoca, aveva quarant’anni e non era mai stato seriamente malato… nessuno avrebbe potuto convincerlo a sottoporsi a degli esami per questi dolori addominali… si curo’ da solo… Indubbiamente a causa dei dolori provocatigli da alcuni cibi, eliminò pasticci elaborati e carni, continuando ad eliminare alimenti fino a limitare la sua dieta a vegetali e cereali – un cambiamento significativo, in un uomo famoso come goloso di dolci e pasticcini..”

Bibliografia:

Dinshah, J. (1974, January). “Book nook”. {A review of Speer, A. (1970). Inside the 3rd Reich} Ahimsa, p. 11.

[Disponibile tramite la American Vegan Society, P.O. Box H, Malaga, NJ 08328, USA]

Meyer, R. (1985). “Was Hitler a vegetarian?” Vegetarian Voice, 12 (2), p. 6.

(di Rudolf Meyer, Presidente della Vegetarier Bund Deutschlands)

[Disponibile tramite la North American Vegetarian Society, P.O. Box 72, Dolgeville, NY 13329]

[tratto da mucca103.org]

…e cmq per quanto mi riguarda anche se lo fosse stato, a me che cambia?

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Haiku

Un haiku 俳句 è un componimento poetico di tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe. È una poesia dai toni semplici che elimina i fronzoli lessicali e le congiunzioni e trae la sua forza dalle suggestioni della natura e le sue stagioni.
Soggetto dell’haiku sono scene rapide ed intense che rappresentano, in genere, la natura e le emozioni che esse lasciano nell’animo dell’haijin (il poeta).
La mancanza di nessi evidenti tra i versi lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni, quasi come una traccia che sta al lettore completare.

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