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Archive for novembre 2009

Riflessione del giorno


Hai una pelliccia? …prenditi il resto!

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Preparazione: 15 minuti
Cottura: 45 minuti



Ingredienti (per 4 persone)
500 g di carote
12 cl di latte
150 g di zucchero in polvere
100 g di burro
1/2 cucchiaio di cardamomo in polvere
Pistacchi tritati, tostati e non salati
Mandorle a lamelle tostate

Preparazione
Fai dorare le carote grattugiate in 50 gr di burro per 20 -30 minuti, mescolando ogni tanto. Aggiungi il resto del burro, il latte, lo zucchero e il cardamomo. Lascia cuocere a fuoco basso mescolando energicamente per 15 minuti, finché il tutto non diventa compatto e si stacca dai bordi.
Spargi il composto in un piatto rettangolare, spolvera di pistacchi e mandorle a lamelle. Lascia raffreddare e poi taglia a losanghe o a rettangoli.

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Rooming in

Sia la madre sia il bambino sono dotati di risorse innate per affrontare i primi momenti di intimità dopo il parto: l’unico importante compito di chi li assiste è di non intromettersi e di lasciare che queste abilità naturali possano esprimersi.
Una delle prove più spettacolari di queste abilità è la capacità del neonato, se lasciato tranquillo sull’addome della mamma, di strisciare pian piano fino al seno, trovare il capezzolo e cominciare a succhiare. Questo movimento non avviene se il neonato viene allontanato dalla madre durante i primi 70 minuti di vita. Inoltre si osserva frequentemente una difficoltà di relazione tra mamma e bambino, durante il primo anno di vita, in quelle mamme che sono state allontanate dal proprio figlio subito dopo il parto.
I ricercatori hanno a lungo studiato la scelta del momento più adatto in cui portare il neonato alla madre: esiste un periodo “sensibile” o “critico” per il contatto dei genitori con il bambino nei primi minuti, ore o nei primi giorni di vita?
Sono stati condotti numerosi studi dai quali è emerso come il periodo sensibile non solo esiste ma inizia nel corso delle prime ore di vita e si mantiene per tutto il periodo della permanenza in ospedale.
Numerosi genitori notano che i loro sentimenti di amore esclusivo verso i loro bambini hanno avuto inizio quando erano potuti restare un po’ di tempo insieme in una situazione di serena intimità.
Quindi l’interazione genitori bambino è sicuramente innata, ma segue un percorso complesso che dipende dalla storia di ciascuno e dalle sue esperienze passate.
Il dovere di tutto il personale di una nursery è quello dunque di favorire con tutti i mezzi possibili l’instaurarsi di tale relazione.
Lunghi anni di ricerche sugli effetti della pratica del rooming-in (tenere la madre e il bambino insieme nella stessa stanza durante la degenza in ospedale) hanno confermato l’importanza del contatto prolungato tra genitori e bambino dopo il parto.
Le madri che avevano fatto tale esperienza sono risultate facilitate nell’allattamento al seno e più fiduciose e tranquille nell’accudire il proprio bambino una volta a casa.

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Frase del giorno

Nessun pessimista ha mai scoperto i segreti delle stelle,

ha mai navigato verso terre sconosciute,
o ha mai aperto un nuovo paradiso
nello spirito umano.
Hellen Keller

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Ho trovato su web (alfemminile.com) un articolo su quanto l’India influenzi noi occidentali: cinema, arredamento ma anche in cucina. Fra le varie ricette proposte ho scelto questa, che non ho ancora provatoma lo farò quanto prima (anche se il cocco non è uno dei miei ingredienti preferiti)…

Budino alla rosa
Preparazione: 15 minuti
Cottura: 10 minuti
Riposo: 2 ore
Ingredienti (per 4 persone)
10 g d’agar-agar
50 cl di latte intero
1/2 bastoncino di vaniglia
25 cl di latte concentrato zuccherato
3 cucchiai di zucchero
Alcune gocce d’acqua di rosa
Alcune gocce di colorante rosa (facoltativo)
4 cucchiai di cocco tritato
10 noci d’acagiù tritate (che io ho sempre conosciuto con il nome di anacardi)
Preparazione
Fai ammorbidire l’agar-agar nell’acqua fredda. Fai bollire il latte con il bastoncino di vaniglia tagliato a metà nel senso della lunghezza. Lascia riposare per 15 minuti.
Aggiungi il latte concentrato e 1 cucchiaio di zucchero nel latte freddo. Scalda per 4 minuti senza far bollire. Togli il bastoncino di vaniglia.
Fuori dal fuoco aggiungi l’agar-agar, l’acqua di rosa e il colorante. Mescola. Versa in uno stampo quadrato o in 4 stampini, lascia raffreddare e poi lascia riposare 2 ore in frigo.
Fai tostare la noce di cocco, le noci d’acagiù (anacardi) e lo zucchero in padella, senza liquido. Lascia caramellare. Spolvera sui budini sformati al momento di servirli.

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La ricetta tradizionale prevede di soffriggere nel burro la noce moscata e la zucca a dadoni. Poi si fa cuocere 10 minuti e si aggiunge acqua e latte in parti uguali.

Intanto si tosta la farina in altro burro e si fa una specie di besciamella da unire poi alla zucca prima di frullare…
Questa versione che propongo nel video è molto più leggera… e a me piace di più!
Radharani

NOTA
Zucca: alimento ricco e completo
La zucca può darti energia e vitalità, l’ortaggio arancione, noto per la concentrazione vitaminica e il gusto dolciastro, nasconde delle potenzialità che vanno sfruttate a pieno. Come antipasto, come primo, come verdura, nel secondo e perché no, anche nei dolci, non ci sono limiti alle mille sfumature di un piatto alla zucca.
La zucca è stata importata in Europa direttamente dal centro america, in Messico la sua naturale diffusione risale a qualche millennio fa, circa il 7 mila a.C. ed era considerata un importante elemento per condire e per cucinare le pietanze. E’ arrivata da noi dopo il 1.500 e lentamente si è diffusa trovando nel clima europeo un buon alleato.
Di zucche ce ne sono tante, non tutte sono arancioni, non tutte sono rugose. La famiglia di questo ortaggio è comune a tutte: si tratta di Cucurbitacee, ma ce ne sono di mille tipi: dolce, dolciastra, non dolce, rotonda, allungata, liscia, rugosa, gialla, verde, marrone, arancio.
La zucca è molto leggera: nonostante il gusto dolce non ha che 15 calorie ogni 100 grammi in media.

Come ortaggio è composto in larga parte di acqua e di zuccheri semplici. In compenso è molto ricca di fibre e di vitamine A e C, insieme a minerali come il ferro, il potassio, il calcio e il fosforo.
La zucca è spesso indicata nelle diete perché previene il tumore, grazie alla componente fibra e liquida, serve per restituire allo stomaco e alle mucose basicità e acqua.
La zucca può essere usata per rimediare a infiammazioni della pelle o degli occhi con una applicazione sulla zona interessata, serve per calmare il dolore provocato dalle scottature e per aiutare a rimarginare le ferite.
In alcuni casi è usata per le cure alle vie urinarie, per prevenire la pressione bassa, i disturbi di stomaco e di intestino, compresi i vermi, combatte l’invecchiamento, usata anche come componente dei prodotti di bellezza e le rughe dell’età. In una dieta può essere una buona soluzione per i momenti di fiacca e di stanchezza generale.

Fonte: Donne e Bellezza
http://www.tantasalute.it

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Oggi la mia splendida nonnina compie 90 anni e quindi farò il suo dolce preferito:
la Torta Sbrisolona, il dolce tipico di Mantova.
Ingredienti per una torta di 30 cm di diametro
200 gr. di farina bianca
200 gr. di fioretto (farina di mais macinata molto fine)
200 gr. di burro
200 gr. di zucchero
200 gr. di mandorle
la scorza grattugiata di un limone biologico non trattato
1 cucchiaio di semi di anice

Preparazione
Tritare 130g di mandorle e lasciarne intere 70g.
Fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
Sistemare tutti gli ingredienti in una ciottola e impastare finché si ottiene un composto amalgamato anche se non omogeneo ma “sbriciolato”.
Una volta finito, mettere l’impasto in una teglia di circa 30 cm di diametro. La torta deve essere alta circa due centimetri.
Smuovere la tortiera per livellare la torta e premere leggermente con le mani per compattare il composto. Non schiacciare troppo però altrimenti risulterà dura.
Infornare a 180° per 60 minuti circa.
A cottura ultimata la sbrisolona è ancora morbida: diventera croccante solo da fredda. Mi raccomando di non togliere dalla teglia fino a quando si sarà raffreddata altrimenti si rompe.

AUGURI NONNA!

Glitter Graphics


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